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Rottamazione quinquies, ci saranno ampliamenti? Chi potrebbe rientrare

Accertamenti esclusi e decaduti dalla quater: quali modifiche sono state proposte, il possibile passaggio nella Manovra 2027 e che cosa manca per renderle operative

La rottamazione quinquies potrebbe essere ampliata? Sì: l'allargamento della platea è un tema del dibattito politico, con un possibile nuovo passaggio nella legge di bilancio 2027. Le richieste interessano soprattutto chi ha debiti da accertamento rimasti esclusi e chi ha perso i benefici della rottamazione quater. Al 1° ottobre 2026, però, dalle fonti consultate non emerge una nuova apertura generale già approvata: non ci sono quindi nuove date o requisiti su cui fare affidamento.

Per chi è rimasto fuori, la notizia utile è capire quali porte si vorrebbero riaprire e che cosa deve succedere perché si aprano davvero. Il punto non è soltanto se arriverà un'altra domanda online: è se il proprio debito sarà incluso nel nuovo perimetro.

Imprenditrice e commercialista esaminano i documenti per la rottamazione delle cartelle

La Manovra 2027 potrebbe essere l'occasione

In un approfondimento del 27 agosto 2026, Informazione Fiscale ha richiamato la posizione di Alberto Gusmeroli, favorevole a un'estensione della definizione agevolata, e la possibilità di riprendere il tema in sede di legge di bilancio. È un'indicazione politica da seguire, non l'annuncio di una misura già decisa.

La lettura, per chi gestisce un'attività, è questa: un ampliamento resta possibile, ma l'esito non è assicurato. Per sapere chi ne beneficerebbe occorrerà un testo preciso. Una dichiarazione favorevole, da sola, non stabilisce quali cartelle includere, fino a quale data e con quali pagamenti.

Accertamenti: il possibile allargamento più rilevante

Tra le modifiche proposte nel 2026 c'è l'inclusione dei carichi derivanti da accertamenti. Il tentativo discusso a giugno riguardava anche avvisi di accertamento esecutivi e avvisi di addebito INPS. Nella ricostruzione di Informazione Fiscale del 10 giugno, il rappresentante del MEF aveva invitato al ritiro degli emendamenti durante l'esame del decreto Carburanti ter: quel percorso non aveva portato all'apertura richiesta.

Per una PMI questo punto può fare molta differenza. Un conto è un'imposta dichiarata e non pagata; un altro è una maggiore imposta richiesta dopo un accertamento. Se una futura legge intervenisse su questa distinzione, potrebbero essere interessate posizioni oggi escluse. Non significa che ogni avviso ricevuto diventerebbe automaticamente rottamabile: andrebbero controllati il tipo di atto, l'affidamento alla riscossione e tutte le condizioni della nuova norma.

Decaduti dalla quater: una seconda possibilità?

Un altro filone riguarda la riapertura della quater per ulteriori contribuenti decaduti. Le proposte di giugno puntavano, tra l'altro, a recuperare chi aveva perso il beneficio entro il 31 dicembre 2025 e situazioni legate alle rate di novembre 2025 e febbraio 2026. Anche queste richieste avevano incontrato lo stop del Governo nel percorso descritto dalla stampa specializzata.

È un tema vicino all'ampliamento della quinquies, ma i due meccanismi non coincidono. Una riammissione alla quater potrebbe consentire di recuperare un vecchio piano; l'accesso alla quinquies richiederebbe invece le condizioni stabilite per quella misura. Perciò chi spera di rientrare deve cercare nel futuro testo la disposizione che riguarda la propria situazione, senza dare per scontato un passaggio da una rottamazione all'altra.

Che cosa manca e quanto è concreta la possibilità

Ci sono richieste politiche documentate e precedenti tentativi di modifica. Non c'è, nelle fonti verificate, una decisione definitiva su un ampliamento generale per il 2027. Sarebbe scorretto trasformare questa possibilità in una promessa o attribuirle una percentuale di successo.

Per valutarne la concretezza serviranno quattro risposte nel testo normativo: quali debiti vengono aggiunti; quali contribuenti possono aderire o rientrare; quale periodo di affidamento è coperto; quali termini e costi sono previsti. Anche una proposta depositata può essere modificata o non approvata. Solo dopo l'approvazione delle disposizioni applicabili e le indicazioni operative si potrà capire come presentare la domanda.

Per esempio, un ampliamento agli accertamenti potrebbe lasciare invariato il limite temporale dei carichi. In quel caso un debito più recente resterebbe fuori. È un esempio ipotetico, non una previsione: mostra perché la parola «ampliamento», da sola, non basta per stabilire chi entrerà.

Gli enti locali sono già un capitolo approvato

Una novità concreta esiste: la procedura per i debiti degli enti territoriali aderenti. Ha un calendario proprio e non va presentata come la riapertura generale che molti contribuenti stanno aspettando. Qui sotto trovi le regole attuali e i controlli da fare, utili anche per preparare la posizione qualora arrivassero ulteriori modifiche.

La quinquies nazionale: il perimetro da ricordare

La misura introdotta dalla legge di bilancio 2026 riguarda determinati carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023: imposte non versate emerse dai controlli automatici o formali delle dichiarazioni, contributi INPS omessi non derivanti da accertamento e sanzioni stradali delle amministrazioni statali. Non comprende indistintamente ogni cartella.

Per i debiti tributari ammessi si pagano capitale e spese di notifica ed esecuzione, senza sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio. Per le multe stradali il beneficio è più limitato e non cancella la sanzione originaria.

Le domande della procedura nazionale andavano presentate entro il 30 aprile 2026. Il piano può arrivare a 54 rate bimestrali, con rata minima di 100 euro e interessi del 3% annuo dal 1° agosto 2026. La durata massima non significa quindi che qualsiasi debito possa essere diviso liberamente in 54 quote.

Anche i precedenti piani vanno controllati: per i carichi già nella quater conta la situazione dei versamenti al 30 settembre 2025. Essere decaduti in un momento successivo non dà automaticamente accesso alla quinquies.

La novità concreta riguarda Regioni ed enti locali

L'articolo 10-quinquies del decreto-legge 38/2026, introdotto dalla legge 88/2026 e modificato dalla legge 113/2026, estende la definizione a debiti tributari e non tributari degli enti territoriali affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione nel periodo previsto. Sono esclusi quelli derivanti da condanne della Corte dei conti.

L'applicazione dipende dall'adesione dell'ente creditore, mediante il provvedimento da pubblicare e trasmettere entro il 31 luglio 2026. Non basta, dunque, avere un debito verso un Comune. Occorre verificare l'ente, il contenuto del suo atto e l'effettiva inclusione del carico. Per le sanzioni amministrative non tributarie, comprese quelle stradali, l'agevolazione riguarda interessi e aggio: non l'intero importo della multa.

Un arretrato IMU o TARI può essere un caso da esaminare, ma la sola sigla del tributo non prova il diritto al beneficio. Se la riscossione è gestita direttamente dall'ente o da un soggetto diverso da AdER, non va confusa con questa specifica procedura.

Le date aggiornate per i debiti degli enti territoriali

Il calendario è stato modificato durante il 2026. Le vecchie indicazioni che parlavano di domande da settembre e chiusura a ottobre sono superate. Secondo l'aggiornamento ufficiale di AdER sulla legge 113/2026, i passaggi sono questi:

Passaggio Data prevista
Disponibilità dei dati sui carichi definibili nell'area riservata e delle modalità telematiche Entro il 15 ottobre 2026
Presentazione della domanda Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026
Comunicazione degli importi da parte di AdER Entro il 28 febbraio 2027
Pagamento unico o prima rata 31 marzo 2027

Sono previste fino a 54 rate bimestrali. Dopo marzo, nel 2027 le scadenze sono maggio, luglio, settembre e novembre; dal 2028 si aggiunge gennaio al calendario bimestrale. Gli interessi del 3% annuo decorrono dal 1° aprile 2027. Al momento di questo aggiornamento, il 1° ottobre, la finestra per presentare la domanda deve ancora aprirsi.

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Chi sta già pagando deve guardare il proprio piano

Per la quinquies nazionale la seconda rata scadeva il 30 settembre 2026; la successiva scadenza ordinaria è il 30 novembre 2026, per i piani che la prevedono. Le notizie sui debiti locali non spostano questi appuntamenti.

La decadenza può scattare con due rate omesse o insufficienti, anche non consecutive, oppure con il mancato pagamento dell'unica o dell'ultima rata. La tolleranza di cinque giorni riguarda l'unica rata e quella conclusiva: non va applicata automaticamente a tutte. Se settembre era l'ultima delle due rate scelte, occorre considerare proprio questa regola specifica.

Chi ha un versamento mancante dovrebbe controllare subito la comunicazione AdER e confrontarsi con il professionista che segue la posizione. Il conteggio delle rate insolute conta più del titolo di una notizia su una possibile futura sanatoria.

Quanto si risparmia davvero? Un esempio senza scorciatoie

Immaginiamo, solo per fare i conti, un debito tributario interamente ammesso composto da 10.000 euro di capitale, 3.000 euro di sanzioni, 1.200 euro di interessi eliminabili e 100 euro di spese che restano dovute. Il totale iniziale è 14.300 euro; quello da definire, prima degli eventuali interessi della dilazione, sarebbe 10.100 euro.

Il beneficio ipotetico è quindi 4.200 euro, circa il 29,4% del totale originario. Non è uno sconto fisso previsto per tutti: cambia con la composizione del debito. Due cartelle dello stesso importo possono produrre risparmi diversi.

Questo esempio non è un conteggio di AdER né una simulazione del piano rateale. Serve a capire quali colonne confrontare. Per decidere occorrono gli importi ufficiali, il costo della dilazione e una previsione credibile degli incassi.

Il controllo più utile per una PMI è sulla cassa

Una rata sostenibile oggi può diventare difficile nel mese in cui si sommano stipendi, fornitori e imposte correnti. Per questo conviene riportare le uscite nelle date effettive, invece di fermarsi a una media annuale.

Supponiamo che un piano comporti, in un certo periodo, un pagamento bimestrale di 600 euro. Accantonare 300 euro al mese aiuta a prepararlo, ma non garantisce che il saldo sia disponibile alla scadenza. Se il cliente principale paga in ritardo, il denaro previsto può mancare proprio quel giorno.

Una verifica prudente comprende anche un mese con incassi inferiori alle attese. Se il piano regge soltanto quando ogni cliente paga puntualmente, va riesaminato prima di impegnarsi. Il vantaggio fiscale ha valore quando l'impresa riesce a conservarlo per tutta la durata dei pagamenti.

Che cosa preparare prima della domanda

  • Una posizione debitoria aggiornata: per ogni voce, ente creditore, natura del debito, data di affidamento e residuo.
  • I documenti dei piani precedenti: comunicazioni, ricevute e rate ancora da versare, tenendo separate quater, quinquies e dilazioni ordinarie.
  • La verifica dell'ente territoriale: il provvedimento adottato e il riscontro dei carichi definibili quando disponibili.
  • Un confronto economico: beneficio effettivo, interessi della dilazione e uscite sostenibili insieme alle spese correnti.
  • Una responsabilità chiara: chi presenta la domanda, chi conserva la ricevuta e chi controlla i pagamenti.

Se esistono contestazioni, sospensioni o ricorsi, vanno segnalati al consulente prima dell'adesione. Lo stesso vale per i piani già attivi: non sospendere versamenti soltanto sulla base dell'annuncio di una misura futura.

La domanda da portare al commercialista è quindi molto concreta: «Quali miei debiti possono rientrare, quanto resta da pagare e in quali mesi usciranno i soldi?» È da queste risposte che nasce una decisione utile all'impresa.

Aggiornato al 1° ottobre 2026. Riferimenti: legge 199/2025, art. 1, commi 82-101; art. 10-quinquies del DL 38/2026, convertito dalla legge 88/2026 e modificato dalla legge 113/2026; Agenzia delle entrate-Riscossione, sezioni sull'ambito applicativo della quinquies, sui provvedimenti normativi e sulle prossime scadenze, aggiornamento del 30 giugno 2026 sugli enti territoriali; ANSA, 7 giugno 2026, sulle proposte di riapertura ed estensione; Informazione Fiscale, 10 giugno 2026, sullo stop agli emendamenti, e 27 agosto 2026, sulle ipotesi di estensione nella Manovra 2027. Gli esempi sono illustrativi; l'ammissione e gli effetti sulla singola posizione richiedono una verifica specifica. Immagini illustrative generate con AI.

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