Agevolazioni per le nuove assunzioni nel 2026: quali incentivi possono usare le imprese
Requisiti, importi e domande già attive: come confrontare i bonus e calcolare il risparmio reale
Hai trovato la persona giusta, il colloquio è andato bene e adesso arriva la domanda: quanto costerà davvero questa assunzione? Prima di chiudere il preventivo del consulente del lavoro conviene controllare gli incentivi. Nel 2026 possono alleggerire una parte importante degli oneri, ma cambiano in base al lavoratore, al contratto e al luogo di lavoro.
La prima precauzione è leggere la data della misura. Un articolo pubblicato quest'anno può spiegare come recuperare agevolazioni su assunzioni del passato. Questa guida fotografa le principali opportunità al 25 settembre 2026, con particolare attenzione alle nuove assunzioni e alle procedure già attivate dall'INPS.

Prima distinzione: contributi, imposte e costo dello stipendio
Un esonero contributivo riduce determinati contributi a carico del datore di lavoro. Non paga lo stipendio, non cancella il TFR e non azzera automaticamente ogni voce del costo aziendale. Nei principali bonus illustrati qui i premi INAIL restano esclusi. L'espressione “esonero al 100%” va letta insieme al massimale e alla base contributiva ammessa.
Una deduzione fiscale maggiorata funziona diversamente: aumenta il costo riconosciuto nel calcolo del reddito imponibile. Non è un bonifico né uno sconto dello stesso importo sulle imposte. Infine ci sono contributi economici e bandi territoriali, ciascuno con una propria procedura. Sono strumenti da confrontare, non importi da sommare a vista.
Bonus Giovani 2026: avere meno di 35 anni non basta
Il Bonus Giovani del decreto-legge 62/2026 riguarda le assunzioni a tempo indeterminato dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 di persone che non hanno ancora compiuto 35 anni e rientrano nelle categorie di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati.
L'esonero arriva al 100% dei contributi agevolabili, fino a 500 euro mensili, elevati a 650 euro per le sedi o unità produttive nelle regioni della ZES unica. La durata è di 12 mesi per gli svantaggiati e di 24 per i molto svantaggiati. Non è quindi corretto promettere due anni di sgravio a chiunque abbia meno di 35 anni.
Occorre ricostruire la situazione precedente all'assunzione: periodi senza impiego regolarmente retribuito e ulteriori condizioni previste dalla disciplina europea. Per esempio, l'assenza di tale impiego da almeno 24 mesi identifica una situazione di particolare svantaggio. L'età, da sola, non sostituisce questa verifica documentale.
La misura ammette anche il part-time e la somministrazione a tempo indeterminato; esclude, fra gli altri, lavoro domestico, apprendistato, lavoro intermittente e trasformazioni dei contratti a termine. Per queste ultime esiste una misura distinta.
Bonus Donne 2026: fino a 800 euro, con requisiti precisi
Per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2026, il nuovo Bonus Donne prevede un esonero del 100% dei contributi agevolabili fino a 650 euro mensili. Il tetto sale a 800 euro per le lavoratrici residenti nella ZES unica. Qui conta la residenza della lavoratrice: non va confusa con la localizzazione dell'unità produttiva richiesta da altre misure.
Le beneficiarie devono rientrare nelle categorie di donne svantaggiate o molto svantaggiate. Rientra, per esempio, chi è priva di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residente. Esistono ulteriori combinazioni fra durata dell'assenza di impiego e condizioni personali o professionali, da verificare puntualmente. La durata del beneficio è di 12 o 24 mesi secondo la categoria.
Non è un'agevolazione automatica per ogni assunzione femminile. Sono richiesti, fra l'altro, l'incremento occupazionale netto e la regolarità contributiva. Restano esclusi apprendistato, lavoro domestico e intermittente. Le istruzioni di riferimento sono la circolare INPS 57/2026 e il messaggio 1970/2026.
Bonus ZES: una possibilità per le imprese più piccole
Il Bonus ZES 2026 si rivolge ai datori di lavoro privati che occupano fino a dieci dipendenti nel mese dell'assunzione. Per le assunzioni a tempo indeterminato del 2026 occorrono lavoratori che abbiano almeno 35 anni e siano disoccupati da almeno 24 mesi, impiegati nelle sedi o unità produttive dei territori ammessi.
L'esonero contributivo può arrivare a 650 euro al mese per un massimo di 24 mesi. La ZES unica richiamata dalle istruzioni 2026 comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e Umbria.
Un'impresa con otto dipendenti e una sede interessata dalla misura ha quindi una ragione concreta per verificarla. Ma servono anche i requisiti della persona e del rapporto: il numero dei dipendenti e l'indirizzo aziendale non esauriscono il controllo.
Stabilizzare un giovane già in azienda: il bonus separato
Dal 1° agosto al 31 dicembre 2026 è prevista una specifica agevolazione per trasformare senza interruzione alcuni contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato. Il contratto iniziale deve essere stato instaurato entro il 30 aprile 2026 e avere durata complessiva non superiore a 12 mesi.
Alla trasformazione il lavoratore deve avere meno di 35 anni e non essere mai stato occupato a tempo indeterminato. La misura interessa operai, impiegati e quadri; esclude dirigenti, apprendistato e lavoro domestico. Il tetto è di 500 euro mensili per un massimo di 24 mesi, con esonero del 100% dei contributi ammessi.
La procedura è attiva: il modulo INPS è “Incentivi decreto Lavoro 2026 – Articolo 4 – ESTA”. In caso di prenotazione per una trasformazione ancora da effettuare, le istruzioni prevedono dieci giorni per completarla e trasmettere la comunicazione obbligatoria. Questa misura va valutata prima di interrompere e rifare un rapporto già esistente.

Madri con almeno tre figli: una misura anche per il tempo determinato
Dal 1° gennaio 2026 i datori privati possono accedere all'esonero per l'assunzione di donne madri di almeno tre figli di età inferiore a 18 anni, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.
Il beneficio copre il 100% dei contributi previdenziali ammessi, esclusi i premi INAIL, fino a 8.000 euro annui per lavoratrice. La durata varia: 12 mesi per il tempo determinato, 24 mesi per l'assunzione a tempo indeterminato, 18 mesi complessivi per la trasformazione di un rapporto a termine già agevolato.
Sono esclusi lavoro domestico e apprendistato. La domanda si presenta con il modulo “ELM3” nel Portale delle Agevolazioni INPS: la circolare 82/2026 ne disciplina l'accesso. Non va confuso con le misure che aumentano direttamente il netto delle madri lavoratrici: qui il beneficio riguarda il datore che assume.
Le agevolazioni ordinarie da non dimenticare
Accanto ai bonus del 2026 rimangono strumenti con regole proprie. Per i lavoratori con almeno 50 anni, disoccupati da oltre 12 mesi, la legge 92/2012 prevede una riduzione contributiva del 50%: fino a 12 mesi per il tempo determinato e 18 per l'indeterminato, oppure 18 mesi complessivi in caso di trasformazione. La stessa disciplina comprende determinate categorie di donne svantaggiate e richiede l'incremento occupazionale netto.
Esiste poi l'esonero strutturale per determinate assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 30 che non abbiano avuto precedenti rapporti a tempo indeterminato, con le eccezioni previste: 50% dei contributi ammessi, entro 3.000 euro annui, per un massimo di 36 mesi. Può essere un'alternativa da confrontare con il Bonus Giovani 2026, non un'aggiunta automatica.
Per chi assume a tempo pieno e indeterminato un percettore di NASpI può inoltre rilevare l'incentivo economico pari al 20% dell'indennità mensile residua che sarebbe spettata alla persona. Anche in questo caso occorre verificare tutti i presupposti e i limiti applicabili.
Apprendistato e assunzioni di persone con disabilità richiedono una valutazione specifica: il primo comporta un percorso formativo effettivo; le seconde hanno agevolazioni collegate alle condizioni previste dalla legge 68/1999. Un confronto serio parte dal rapporto che l'azienda intende realizzare, prima di scegliere l'incentivo.
La maxi-deduzione: il 120% non è uno sconto del 120%
Per il 2026 resta prevista la maggiorazione del costo deducibile per l'incremento del personale a tempo indeterminato, prorogata fino al 2027. La maggiorazione ordinaria è del 20%, elevata al 30% per le categorie meritevoli di maggiore tutela.
La misura riguarda imprese e professionisti con reddito determinato analiticamente e richiede, fra le condizioni, un'attività effettivamente avviata da almeno un anno prima del periodo agevolato. Vanno verificati sia l'aumento dei dipendenti a tempo indeterminato sia quello dei dipendenti complessivi. La base su cui applicare la maggiorazione segue regole specifiche: non coincide automaticamente con l'intero costo del nuovo assunto.
Un esempio puramente illustrativo: su una base agevolabile di 30.000 euro, la maggiorazione del 20% produce 6.000 euro di deduzione aggiuntiva. Con un'aliquota ipotetica del 24%, il beneficio fiscale sarebbe di 1.440 euro, se pienamente utilizzabile. Non si ricevono 6.000 euro e non si riducono di 6.000 euro i contributi da versare.
Quanto risparmi davvero: un conto semplice
Immaginiamo un'assunzione ammessa a un esonero con massimale di 500 euro mensili. Se i contributi effettivamente agevolabili del mese sono 420 euro, il risparmio è 420 euro, non 500. Se sono 620 euro, il risparmio si ferma a 500 e rimangono 120 euro di quella contribuzione, oltre alle altre voci escluse.
Su dodici mesi identici, nel primo caso il risparmio teorico sarebbe 5.040 euro; nel secondo 6.000. È una simulazione: part-time, mesi incompleti, variazioni retributive e regole del singolo bonus possono cambiare il risultato. Il preventivo deve mostrare stipendio, mensilità aggiuntive, contributi residui, INAIL, TFR e costi di inserimento.
Chiedi anche il costo dopo la fine dell'incentivo. Una persona entra nell'organizzazione per lavorare e crescere insieme all'impresa; la sostenibilità non può fermarsi all'ultima mensilità agevolata.
Domande, cumulo e controlli prima della firma
Per i nuovi bonus Giovani, Donne e ZES 2026, le procedure INPS sono state aperte con i messaggi 1966, 1970 e 1968 dell'11 giugno 2026. Si utilizzano i rispettivi moduli nel Portale delle Agevolazioni, ex DiResCo. Avere un modulo disponibile non equivale ad avere già ottenuto l'agevolazione: occorrono i controlli e l'autorizzazione previsti.
Non dare per scontata la cumulabilità. Due incentivi destinati alla stessa persona possono essere alternativi. La compatibilità con la maxi-deduzione fiscale va verificata secondo la disciplina applicabile, tenendo distinti lo sgravio mensile e il beneficio in dichiarazione. Per i bandi regionali vanno controllati anche il divieto di doppio finanziamento, le scadenze e l'eventuale obbligo di domanda prima dell'assunzione.
Prima di firmare, fai raccogliere e verificare:
- i requisiti del lavoratore alla data richiesta: età, storia occupazionale, periodi senza impiego e condizioni specifiche;
- contratto, sede e organico, compreso il calcolo dell'incremento occupazionale quando necessario;
- DURC, sicurezza e trattamenti contrattuali, oltre a eventuali diritti di precedenza e cause ostative;
- procedura e risorse: domanda, prenotazione, autorizzazione, comunicazioni obbligatorie e flussi contributivi;
- condizioni da mantenere, eventuali cause di revoca e documenti da conservare.
Vanno inoltre controllati gli adempimenti SIISL effettivamente applicabili. Il Ministero, nel comunicato del 30 marzo 2026, ha chiarito che, nelle more del decreto attuativo, l'inserimento preventivo o contestuale delle posizioni disponibili non costituisce condizione essenziale per accedere ai benefici contributivi. È un punto da ricontrollare al momento della domanda, senza trasformare un annuncio normativo in un obbligo già operativo.
Attenzione alle scadenze dei vecchi bonus
Il termine del 30 settembre 2026 richiamato dal messaggio INPS 2451/2026 riguarda le domande dei bonus del decreto Coesione riferite alle assunzioni e trasformazioni nel periodo indicato dall'Istituto, dal settembre 2024 al dicembre 2025. Non va letto come la scadenza generale di ogni incentivo sulle assunzioni del 2026.
La scelta utile, per un'impresa, è farsi consegnare un prospetto con tre numeri: costo senza agevolazioni, costo con il beneficio spettante e costo a incentivo concluso. Accanto, il nome esatto della misura e i requisiti verificati. È così che un bonus diventa una voce attendibile del budget, invece di una promessa da correggere dopo l'assunzione.
Aggiornato al 25 settembre 2026. Quadro delle principali misure, non elenco completo di tutti i bandi territoriali e settoriali. Riferimenti: decreto-legge 62/2026 e legge di conversione 112/2026; circolari INPS 55, 56, 57, 72 e 82/2026; messaggi INPS 1966, 1968, 1970, 2451 e 2518/2026; legge 92/2012; legge 205/2017; articolo 4 del D.Lgs. 216/2023 e circolare Agenzia delle Entrate 1/E/2025. Gli esempi sono illustrativi; requisiti e convenienza vanno verificati con il consulente del lavoro sulla singola assunzione. Immagini illustrative generate con AI.
