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Decreto Covid gennaio 2022

Scatta l'obbligo vaccinale per gli over 50



Dopo una tesissima riunione del Consiglio dei ministri durata due ore, l’ennesimo decreto Covid per tentare di limitare l’ondata del virus è stato approvato all’unanimità. Draghi avrebbe voluto che prevalesse la linea durissima, ma l’opposizione della Lega, le perplessità del M5s e in parte anche del Pd hanno avuto la meglio. Obbligo vaccinale per chi ha più di 50 anni e niente Super green pass per l’accesso ai servizi alla persona, ai negozi, alle banche e agli uffici pubblici. Il premier ha dovuto fare retromarcia e optare per la via della mediazione e non ha tenuto alcuna conferenza stampa per comunicare le nuove misure.

Vediamo nel dettaglio cosa prevede il nuovo decreto Covid approvato dal Governo.

Obbligo vaccinale

Per “tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza”, a partire dal 15 febbraio è previsto l’obbligo di vaccinazione per tutti coloro che hanno compiuto 50 anni.

I lavoratori sia pubblici che privati dovranno esibire il Super green pass per accedere al luogo di lavoro.

L’obbligo di vaccinazione sarà valido fino al 15 giugno.

Per chi si rifiuterà di fare il vaccino è prevista una sanzione amministrativa di 100 euro. Per gli over 50 che si presenteranno al lavoro senza Super green pass, la sanzione va da 600 a 1500 euro.

Green pass base

Il Green pass base sarà obbligatorio per:

  • lavoratori e clienti dei servizi alla persona (parrucchieri, estetisti, centri benessere),
  • lavoratori e clienti di pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali tranne alcune eccezioni che saranno individuate successivamente per assicurare a tutti di soddisfare le esigenze primarie della persona.

Non è necessario avere il Green pass base per accedere a negozi di alimentari e farmacie.

Smart working

La maggioranza si è divisa anche sullo smart working e, dopo la discussione in cabina di regia, l’indicazione che ha prevalso è stata quella di incentivare il ricorso allo smart working sia nel settore pubblico che privato.

Scuola

Confermato il rientro in classe il 10 gennaio ma cambiano le regole per la didattica a distanza.

Nelle scuole dell’infanzia, anche con un solo positivo l’intera classe va in quarantena per 10 giorni.

Nelle scuole primarie, se c’è solo un positivo l’attività in classe prosegue regolarmente e si effettuano test antigenici rapidi o molecolari di verifica. In presenza di due o più positivi è prevista la didattica a distanza (DAD) per 10 giorni.

Nelle scuole secondarie di I e II grado, se c’è solo un positivo si effettua l’auto-sorveglianza con test e si usano le mascherine FFP2.

Con due casi nella stessa classe, chi ha concluso il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni o è guarito da più di 120 giorni o non ha avuto la dose di richiamo seguirà la didattica digitale integrata. Gli altri seguiranno le lezioni in presenza con l’auto-sorveglianza e con le mascherine FFP2 in classe.

Con tre casi nella stessa classe è prevista la DAD per 10 giorni.

Università

Novità in arrivo anche per l’Università. Il Consiglio dei ministri ha deciso, infatti, di estendere l’obbligo vaccinale a tutto il personale che lavora nelle università e nelle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, in questo caso senza limiti di età.

Per gli studenti, invece, continua a valere il precedente obbligo di Green pass.

 

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