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Clive Sinclair, il papà dello ZX Spectrum

40 anni dalla nascita di uno dei computer più amati e popolari

 

Sir Clive Sinclair: 6 invenzioni memorabili

In questi giorni ricorre il quarantesimo anniversario dalla nascita dello ZX Spetrum.

Molti che hanno avuto la fortuna di provare questo piccolo computer ricorderanno con nostalgia le cassette audio su cui venivano memorizzati i programmi. E le tarature con il cacciavite per cercare di allineare nel modo migliore le testine per recuperare i software.

Geniale quanto sfortunato Clive Sinclair, l'inventore dello ZX Spectrum, è mancato poco tempo fa.

Spesso abbiamo per le mani oggetti e prodotti e non ci chiediamo quali menti abbiano dato loro vita, aprendoci sogni e mondi inaspettati. Sicuramente sarà accaduto anche nel caso di Sir Clive Sinclair. Quanti ingegneri e sviluppatori hanno iniziato ad appassionarsi all’informatica e alla programmazione grazie alle sue creazioni? E quanti appassionati di videogiochi?

Uomo dalle molte intuizioni, Sinclair ha sperimentato il successo dei suoi computer e il fallimento di altre ideazioni che, come la C5, erano probabilmente in anticipo sui tempi.

Mente brillante, è sempre stato alla ricerca di grandi visioni da realizzare. I suoi computer sono ormai lontani artefatti della storia della tecnologia, ma all’inizio degli anni ’80 erano ​​leader del mercato in Gran Bretagna, accessibili e facili da usare e per questo estremamente popolari. In un’epoca in cui i computer domestici costavano tantissimo, lui ha dato il via alla rivoluzione dei computer portatili e casalinghi con il primo PC da vendere al dettaglio, lo ZX80.

Il successo dei suoi computer lo ha reso una celebrità in una nazione che cercava di uscire da un lungo periodo di stagnazione economica. È stato celebrato dai media e invitato a pranzo dalla regina Elisabetta II e dal primo ministro Margaret Thatcher, che lo ha indicato come un modello del buon senso imprenditoriale di cui la Gran Bretagna aveva bisogno.

La vita: creazioni e passioni

Nato nel 1940, lascia la scuola a 17 anni e per quattro anni lavora come giornalista per raccogliere fondi e dare vita alla Sinclair Radionics. Inizia subito a produrre dispositivi come le prime calcolatrici portatili, per poi dedicarsi agli home computer.

Una scelta più che vincente: nel 1980 lancia lo ZX80, del tutto rivoluzionario sebbene fosse molto diverso dai modelli di computer che abbiamo in mente oggi. Commercializzato nel Regno Unito a sole 79,95 sterline in kit e a 99,95 assemblato, costa circa un quinto del prezzo di altri computer domestici dell’epoca ed è subito sold out.

Di lì a breve segue lo ZX81: costa 69,95 sterline e vende 250mila pezzi. Molti veterani dell’industria del gaming hanno iniziato a programmare sulla sua tastiera e sono rimasti incollati a giochi come 3D Monster Maze e Mazogs.

Ma è soprattutto lo ZX Spectrum a raggiungere un successo planetario. Disponibile dalla primavera 1982, è passato alla storia dell’informatica personale anche perché era l’unico avversario del Commodore 64, oltre ad aver costituito la base per titoli storici nel mercato dei videogiochi.

L’aspetto curioso è che Sinclair non ha mai fatto uso personale delle proprie invenzioni. Non ha mai posseduto una calcolatrice tascabile, e in più interviste ha dichiarato di non usare computer né posta elettronica.

Oltre a essere un genio delle invenzioni, è sempre stato appassionato di poesia, maratone e poker. È apparso nelle prime tre stagioni della serie televisiva Late Night Poker e ha vinto la finale della prima stagione dello spin-off Celebrity Poker Club, sconfiggendo Keith Allen.

Le calcolatrici tascabili

Prima di progettare computer, Sinclair fece incursione nel mondo delle calcolatrici. E ne progettò alcune talmente piccole e leggere da riuscire a farle stare in una tasca, in un’epoca in cui la maggior parte dei modelli esistenti aveva le dimensioni di una cassa da negozio vecchio stile. Il suo obiettivo era rendere gli oggetti piccoli ed economici in modo che le persone potessero accedervi.

La prima calcolatrice elettronica tascabile, Cambridge, venne lanciata nel 1973, seguita l’anno successivo da una calcolatrice scientifica. Erano calcolatrici molto popolari ma avevano un difetto di progettazione: l’interruttore di accensione non funzionava correttamente quindi era impossibile spegnerle anche solo dopo alcuni giorni di utilizzo.

ZX Spectrum

Il più grande successo commerciale dell’azienda Sinclair. Nonostante i tasti di gomma e il suono metallico, ha giocato un ruolo cruciale nella storia dell’informatica perché molti imprenditori di successo hanno sviluppato la loro passione per i computer proprio su quella macchina. Ed è diventato uno strumento fondamentale nello sviluppo dell’industria britannica dei giochi.

Lo Spectrum aveva un design originale ed elegante, fuori dagli schemi e più avanzato e accattivante del più potente Commodore 64, rispetto a cui aveva due vantaggi: dimensioni compatte e costo contenuto.

La particolare gestione dei colori e della grafica 2D, con la necessità di alternare le 15 alternative cromatiche in maniera particolare e l’impossibilità di gestire veri e propri sprite, donava alla grafica dello Spectrum un tono del tutto peculiare.

Ebbe così tanto successo in Europa e Gran Bretagna da far meritare a Sinclair il titolo di Sir (Knight Bachelor).

Lo ZX Spectrum rimane un unicum nella storia dei videogiochi. A lui sono legati molti titoli storici, tra i quali ad esempio Jet Pac, Knight Lore, Sabre Wulf, Lords of Midnight, Bomb Jack e Head Over Heels.

Sinclair QL

Il Sinclair QL fu una creazione poco felice in un momento poco propizio. Nel 1984, anno del lancio, il mercato dei computer era diviso tra sistemi destinati a utenti professionali e macchine consumer. Il QL stava esattamente nel mezzo: era prodotto da un brand che aveva costruito la sua fortuna nel mondo consumer e ambiva a conquistare il comparto professionale. Ma il mercato del tempo non amava i compromessi.

Inoltre, presentava molti difetti hardware e software. Sinclair voleva debuttare a tutti i costi prima del Macintosh e accelerò quindi il lancio del nuovo prodotto, mettendolo in vendita prima che fosse completato il sistema operativo. Fu un vero scandalo in Inghilterra e provocò l’indignazione di chi aveva già versato un acconto per l’acquisto. 

Durante la campagna pubblicitaria, il QL veniva presentato come il miglior home computer, il primo con processore a 16 bit con architettura interna a 32 bit (CPU Motorola 68008 a 7.5MHz), dotato di quattro programmi applicativi sviluppati ad hoc dalla PSION (word processor, foglio di calcolo, database e grafica) e di un potente linguaggio, il SuperBasic. D’altra parte, il nome stesso QL (quantum leap) alludeva a un balzo tecnologico.

In realtà, il QL si rivelò un insuccesso per Sinclair: le difficoltà di messa a punto del computer, il rilascio in ritardo e incompleto furono disastrosi per un prodotto che, venduto a 399 sterline, risultava meno efficiente dei modelli precedenti.

Disponeva, infatti, di un hardware a metà tra il vecchio e il nuovo e quindi non ottimale e presentava numerosi bug del sistema operativo.

Era dotato di una tastiera a membrana, che incorporava anche il computer vero e proprio, al posto della tastiera meccanica separata dal corpo macchina solitamente fornita dai competitor del mercato professionale. Inoltre, come memoria di massa usava due lettori integrati per microdrive a nastro con una capacità di soli 100 KB, in un momento in cui i concorrenti si stavano orientando verso i più capienti e veloci floppy disk.

Dal punto di vista del software, la velocità del lancio aveva condizionato la stabilità del sistema, costringendo gli utenti ad adottare nel tempo versioni aggiornate della ROM create appositamente per ovviare ai bug.

Il successo del Macintosh, l’avanzata degli IBM PC XT, l’arrivo sul mercato dei nuovi home computer a 16 bit come Atari ST e Amiga fecero definitivamente fallire il progetto.

Sinclair, oberato da debiti e impegnato contemporaneamente nel lancio di un televisore a schermo piatto e del triciclo C5, fu costretto a vendere la divisione computer della sua ditta, la Sinclar Research, ad Amstrad. Con la cessione, si concluse la produzione del QL.

C5

Pioniere della mobilità alternativa, anticipò i tempi e già a metà degli anni ‘80 creò un mezzo di trasporto personale a batteria: Sinclair C5, un veicolo ibrido a metà strada tra uno scooter elettrico a tre ruote e una bicicletta a pedalata assistita. Venduto per 399 sterline, secondo Sinclair sarebbe stato un trampolino di lancio verso un’auto elettrica su vasta scala.

Ma nonostante il nome e l’aspetto futuristico, il prodotto risultò troppo pionieristico per l’epoca e fu un vero e proprio fiasco. Tanto che dei 100.000 esemplari che pensava di vendere, non riuscì a piazzarne più di 17.000.

Aveva una scarsa autonomia − 30 km che potevano scendere a soli 10 km per il freddo − una velocità massima di 25 km all’ora (per evitare che fosse necessaria la patente) e non funzionava bene in salita.

Inoltre, le recensioni esprimevano preoccupazioni sulla sicurezza di guida perché il veicolo era al di sotto della linea visiva degli altri automobilisti: era poco più alto di un metro e non aveva portiere o tettuccio.

Sinclair Zeta

Quasi dieci anni dopo il C5, Sinclair lanciò un altro dispositivo per la mobilità che forse oggi riscuoterebbe molto successo: lo Zeta, Zero Emission Transport Accessory. Applicato alla ruota posteriore di una bicicletta elettrica, la scatola dotata di batteria e motore elettrico forniva propulsione supplementare al ciclista.

TV

Sinclair si cimentò anche con le televisioni e ne creò una in miniatura. Negli anni 60, sviluppò un prototipo con un piccolo display CRT fatto da Hitachi. Il dispositivo funzionava ma non era possibile riprodurlo su larga scala. Furono necessari altri dieci anni perché la sua miniTV arrivasse sul mercato con il modello TV1A, prodotto da Sinclair Radionics con componenti personalizzati e un sistema CRT fatto su misura da Telefunken in Germania.

All’inizio la domanda superò l’offerta e l’azienda produsse troppi TV1A. I modelli successivi non riscossero però lo stesso successo e così nel 1979 la Sinclair Radionics fu smantellata e i diritti per il TV1A venduti alla Binatone, che continuò a produrre il televisore.

 

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