I social media

Sei davvero convinto di sapere tutto?

 

Oggi pensare a un mondo senza social media è quasi impossibile: i social hanno infatti cambiato radicalmente la nostra quotidianità divenendo dei compagni di vita irrinunciabili.

Quanti di noi iniziano la propria giornata scrollando Instagram, controllando gli eventi su Facebook per scoprire così di dover fare gli auguri a un amico, o nel viaggio verso l’ufficio ne approfittano per distrarsi su TikTok?

Il termine media deriva dal latino “medium”, che significa strumento, e indica delle applicazioni basate sul web che permettono la condivisione di contenuti con un ampio pubblico. I social media sono quindi dei software, dei veicoli attraverso cui condividere informazioni con una community e rendere possibile l’interazione.

Il 2020, con tutte le sue complessità legate al lockdown, ci ha portato a un uso ancora più intensivo dei social media per compensare la mancata socialità in presenza. In quest’ultimo anno, questi ci hanno permesso di creare e coltivare rapporti e momenti di condivisione senza mai incontrarci fisicamente, di informarci ed esprimerci su varie tematiche, di visitare un museo lontano, ascoltare il nostro cantante preferito, assistere a un incontro filosofico.

L’aumento di ore di utilizzo di questi programmi ha condotto le persone a una maggiore consapevolezza nell’utilizzo dei social media e ai social media di ritagliarsi un nuovo ruolo: poter intervenire attivamente e concretamente sulla società.

E i dati lo dimostrano: il rapporto Digital 2021 di We Are Social e Hootsuite ha registrato 4,2 miliardi di utenti attivi sui social media, con una penetrazione globale del 53.6%. Accessi, attività, ore di utilizzo: gli studi hanno confermato all’unanimità l’aumento esponenziale del consumo social.

Le ragioni che spingono gli utenti a utilizzare i social media sono varie. Sicuramente rimanere aggiornati su news ed eventi, trovare contenuti divertenti e di intrattenimento e occupare il tempo libero.

I social media oggi sono anche molto di più di un canale di comunicazione tra amici, poiché vengono usati per raggiungere obiettivi aziendali. Sono sempre di più, infatti, i brand e i professionisti che li usano in maniera consapevole come canali privilegiati per la loro strategia comunicativa, con l’obiettivo di vendere e creare rete.

Ogni piattaforma ha delle proprie peculiarità. Alcune sono adatte esclusivamente a un formato. Altre, invece, funzionano bene su più canali e metodologie. Sta all’utente decidere quale si addice maggiormente alle sue principali caratteristiche.

I social media sono un vulcano in continua esplosione con novità e opzioni per offrire ai propri follower esperienze sempre più appaganti e funzionali. Quali sono i social media più usati? Il primo posto spetta a Facebook.

Facebook: il re dei social media

Fondato nel 2004 da Mark Zuckerberg, raccoglie 2,80 miliardi di utenti attivi al mese, 1,84 miliardi di utenti attivi quotidianamente (dati Facebook 2021) e 80 milioni di pagine aziendali (Facebook, 2018). Disponibile in più di 100 lingue diverse, è la piattaforma social più popolare, con il 59% degli utenti di Internet (eMarketer 2020).

Ogni minuto si iscrivono a Facebook 400 nuovi utenti; in media gli utenti trascorrono 58,5 minuti al giorno su Facebook. Gli utenti di Facebook generano 4 milioni di Mi piace ogni minuto. Ogni giorno 35 milioni di persone aggiornano i loro stati su Facebook.

Dalla sua creazione, Facebook ha dominato il mondo dei social media e continua a farlo. Nonostante i forti competitor, rimane il preferito dagli utenti. Probabilmente perché, per la maggior parte delle persone, Facebook non è semplicemente un social ma è diventato un vero e proprio stile di vita.

Uno dei motivi che gli ha consentito di mantenere il suo standard è proprio la sua abilità di rispondere in maniera estremamente tempestiva alle esigenze degli utenti.

Facebook per primo è riuscito a mettere in comunicazione miliardi di persone in tutto il mondo. Col tempo si è sviluppato come una piattaforma in cui cercare notizie, video, pagine promozionali e in cui seguire personaggi dello spettacolo.

Le sue funzionalità sono ancora innumerevoli e si adattano a qualsiasi tipo di utenza. Il suo primato rimane incrollabile grazie alla sua capacità di essersi adeguato alle tendenze senza rinunciare alle funzioni originarie che l’hanno reso famoso.

Inoltre, Facebook possiede grandi potenzialità anche in ottica professionale, rispondendo in maniera eccellente al bisogno di networking e personal branding della maggior parte dei professionisti.

YouTube: l’incontrastato potere dei video

Facebook non è l’unico social media di vecchia data che continua ad avere successo. YouTube si colloca infatti al secondo posto nelle classifiche mondiali e nel 2020 è stato il più utilizzato dagli italiani. I trend social negli ultimi anni stanno subendo un cambiamento radicale, privilegiando i contenuti video rispetto alle foto e ai contenuti testuali.

È nato nel 2005 dall’idea di Chad Hurley, Jawed Karim e Steve Chen, tre ragazzi che hanno fatto parte anche del progetto PayPal.

Il primo video caricato sulla piattaforma alle ore 20.27 del 23 aprile del 2005 da Jawed Karim era Me at the zoo, che per la durata 18 secondi rappresentava una gabbia di elefanti presente allo Zoo di San Diego in California.

Google ha acquisito la piattaforma nel 2006 per 1,65 miliardi di dollari. Da quel momento la sua crescita negli anni è stata esponenziale. 

Fin dall’inizio, la missione di YouTube è stata quella di assicurare agli utenti un accesso facile e rapido ai video e la possibilità di condividerli. Proprio questa semplicità gli ha permesso di attrarre milioni di creatori di contenuti da tutto il mondo.

YouTube non è stato pensato solo come piattaforma di streaming video, ma come il social dello streaming video. Fino ad allora, erano poche le piattaforme di interazione con altre persone e YouTube era l’unica che dava l’opportunità di condividere video personali. La sua caratteristica di essere un social network, prima che una piattaforma video, è il motivo per cui ha spopolato.

YouTube conta 2 miliardi di utenti in tutto il mondo (Statista, 2019) e il 79% degli utenti di Internet ha dichiarato di avere un account YouTube (Datareportal, 2019).

YouTube ha cambiato il mondo nel settore dell’intrattenimento, delle interazioni e in quello lavorativo soprattutto negli ultimi anni.

Instagram: il fascino dell’immagine

Fin dagli albori, è sempre stato il canale prediletto per chiunque avesse la passione della fotografia: milioni di utenti, infatti, si sono riuniti sulla piattaforma per pubblicare contenuti fotografici e multimediali e lanciare tendenze.

Ha un alto standard qualitativo dei propri post, incentrati sull’impatto visivo che riescono a trasmettere; ecco perché nei post si cerca di curare la qualità delle foto che possono essere migliorate con l’uso di filtri o programmi di fotoritocco per attirare più like.

Instagram nasce il 6 ottobre del 2010 come applicazione per scattare fotografie di viaggi, momenti, dettagli e condividerle con amici e familiari. L’idea dei suoi fondatori, Kevin Systrom e Mike Krieger, era quella di creare una piattaforma di raccolta fotografica, ma la moglie di Systrom gli suggerisce l’idea vincente: un social media. Kevin Systrom si trovava all’epoca in viaggio con al suo fianco una macchina fotografica preziosissima, una Holga, e allora concepisce l’idea rivoluzionaria della sua vita.

I tempi però non erano ancora maturi e Systrom nel frattempo inizia a lavorare con alcuni amici a un’app per viaggiatori, di nome Burbn. L’esperienza ha breve durata. La moglie di Systrom ancora una volta lo spinge a rimodulare l’idea della raccolta fotografica. Nasce così Instagram.

La prima foto postata è stata proprio una foto del co-fondatore che ritraeva il suo cagnolone mentre faceva gli occhi dolci. Instagram inizialmente era un omaggio alle macchine fotografiche Polaroid, infatti i post pubblicabili supportavano esclusivamente il formato 1×1, cioè il quadrato.

Nel 2012 Mark Zuckerberg, già proprietario di Facebook, ha acquistato la piattaforma per 1 miliardo di dollari. Da allora, l’evoluzione è stata continua.

Nel 2021 ha superato 1 miliardo di utenti attivi e oltre 500 milioni di utenti utilizzano Instagram ogni giorno (eMarketer 2020). Tra tutti, solo Facebook e YouTube hanno un numero maggiore di utenti attivi giornalieri.

Instagram deve la sua popolarità alla semplicità comunicativa dei suoi post: un modo smart e veloce di far sapere al mondo cosa accade nella propria vita.

Inizialmente, la piattaforma era principalmente utilizzata da adolescenti e dai millennial, ma la continua crescita la sta trasformando sempre di più nella piattaforma social più popolare. Instagram è uno dei social media con il più alto livello di interazione grazie alla funzione delle Stories: contenuti pubblicabili dal proprio profilo e visibili per ben 24 ore.

L’alto livello di coinvolgimento che Instagram ha saputo costruire nel tempo con un ampio bacino di utenti ha fatto della piattaforma un punto di riferimento per brand, aziende e influencers.

Clubhouse: spazio alle parole

Un nuovo social media senza testi, senza foto, senza video, con la voce degli iscritti come unica tipologia di contenuto.

Comparso sui dispositivi iOS per la prima volta nel corso della primavera del 2020, per mesi è rimasto sconosciuto. Poi, improvvisamente, il boom.

Una delle peculiarità che rende la nuova applicazione unica nel panorama social è l’esclusività: si può diventare utenti di Clubhouse solo attraverso l’invito di una persona già iscritta alla piattaforma. Ogni utente ha a disposizione un massimo di due inviti. Questa politica “elitaria” ha scatenato una vera e propria caccia agli inviti.

Una volta ottenuto l’invito di un conoscente, ci si ritrova catapultati in un social network completamente diverso da Facebook, Twitter o Instagram. La voce degli utenti è l’unica forma di condivisione.

Il principio alla base di questo social è la creazione di stanze – principalmente tematiche, ma non per forza – che chiunque può aprire e che funzionano in modo molto semplice: chi ha organizzato la stanza parla del tema prescelto e gli utenti che hanno deciso di entrare nella discussione possono solo limitarsi ad ascoltare.

Quando la stanza viene chiusa dagli organizzatori, anche le conversazioni scompaiono, senza lasciare quindi uno storico dei dibattiti all’interno della piattaforma. Una caratteristica pensata proprio per incentivare il modello real-time e in diretta del nuovo social media.

La piattaforma ha raggiunto i due milioni di utenti attivi ogni settimana e più di 5 milioni di iscritti in tutto il mondo. Quando il mondo intero o quasi era in lockdown, il successo dell’app è stato dirompente, ma col tempo ha iniziato a crollare. Proprio per questo i suoi inventori Paul Davison e Rohan Seth l’hanno da poco resa disponibile anche per Android.

Vedremo come andrà a finire adesso che non c’è più bisogno di incontrarsi in una stanza virtuale per discutere degli argomenti che ci stanno a cuore.

TikTok: per essere creativi

Il social network più amato dai giovanissimi. Nato come una piattaforma di video musicali amatoriali, ha poi allargato il suo bacino a tutti i tipi di video brevi. Consente di creare sketch comici o cantare in lip-sync (video in cui si muove la bocca in sincrono con la canzone o una scena di un film), ma anche di aggiungere un gran numero di effetti speciali in modo molto semplice (come il cambio abito, molto in voga tra gli influencer), creare musical, ballare, recitare, fare duetti, presentazioni e tanti tipi di video. La sua mission è ispirare la creatività e portare allegria.

Lanciata per la prima volta in Cina a settembre del 2016 con il nome di Douyin (e continua a chiamarsi così nella sua terra d’origine), la piattaforma ha presto superato i confini del mercato cinese, espandendosi nel resto del mondo nel 2017. In quel momento sul mercato era presente un’applicazione simile, Musical.ly, che aveva molta popolarità nel mercato statunitense. I proprietari di TikTok hanno deciso quindi di acquistarla per raggiungere quella porzione di mercato senza avere competitor diretti.

Tik Tok sta trasformando il mondo con un nuovo modo di concepire i video e i social media. L’azienda incoraggia costantemente i propri utenti a condividere le loro passioni e a esprimere la loro creatività tramite i video. È proprio questo il valore principale che TikTok offre ai propri iscritti, ed è questo che ha permesso all’app di annientare la concorrenza, anche superando giganti del mercato come YouTube o Facebook.

Attualmente TikTok è il settimo social media in termini di popolarità. L’app è esplosa tra il pubblico più giovane soprattutto grazie alle cosiddette Challenge, cioè le Sfide proposte all’interno della piattaforma, alle quali tutti possono partecipare su argomenti e temi diversi. Per quanto riguarda l’interazione con i giovani, TikTok ha davvero fatto centro: il 41% degli utenti ha tra i 16 e i 24 anni.

Da gennaio 2021 ha ben 689 milioni di utenti attivi al mese in tutto il mondo (DataReportal, 2021) di cui 5,4 milioni solo in Italia (WeAreSocial, 2020). Nel 2020 l’app è stata scaricata 2 miliardi di volte nel mondo sia sul Google Play che sull’App Store di Apple (Sensor Tower, 2020).

Nel 2019 si è aggiudicata il premio di app più scaricata sull’App Store di Apple e negli anni questo primato non sembra cambiare, con 33 milioni di download in un solo trimestre (Sensor Tower, 2019).

Linkedin: per chi offre o cerca lavoro

Il social network più diffuso in ambito business, usato per creare le giuste connessioni lavorative e cogliere le opportunità che si presentano.

Nasce ancora prima degli altri social più famosi. Compare infatti in rete per la prima volta nel lontano 2002, ma viene lanciato a maggio dell’anno successivo. Uno dei suoi fondatori (Reid Hoffman) che lavorava nel consiglio di amministrazione di Apple, Google, Paypal e Ebay, si riunisce con alcuni fidati colleghi e lancia quella che sarebbe poi diventata la più grossa piattaforma business mai esistita prima.

Il lancio è molto lento e faticoso e poi nel 2006 la svolta: viene introdotta infatti la funzione “persone che potresti conoscere” per aumentare i collegamenti e offrire maggiori possibilità di trovare lavoro. Ecco che nella Silicon Valley LinkedIn diventa il social più usato per la ricerca di personale, superando i 15 milioni di utenti nel 2007.

Inizia poi a diffondersi in tutto il mondo, aprendo uffici a Londra e affermandosi anche in lingua spagnola e francese. Insieme a Jeff Weiner, proveniente da Yahoo, Hoffman raccoglie altri investimenti e consente a LinkedIn di raggiungere i 90 milioni di iscritti nel 2010 ed essere quotato in borsa a New York. È il 2016 quando Microsoft acquista LinkedIn per poco più di 26 miliardi di dollari.

LinkedIn deriva dall’unione di linked (collegato) e della preposizione in. In lingua anglosassone questo termine vuole proprio indicare l’elemento base che caratterizza LinkedIn, cioè la possibilità per i contatti di restare professionalmente collegati fra loro.

Conta 740 milioni di utenti attivi, 40 milioni di persone cercano opportunità lavorative su LinkedIn ogni settimana, ogni minuto su LinkedIn vengono assunte 3 persone (LinkedIn).

A livello mondiale, però, nel 2020 LinkedIn non appare tra le prime dieci piattaforme più usate, invece in Italia si conferma come la settima piattaforma più usata nella fascia di età che va dai 16 ai 64 anni, superando TikTok, Twitch e Snapchat.

I social media: una gara a chi offre più novità

La competizione dei social media per conquistare nuovo pubblico si gioca soprattutto con la continua introduzione di novità e funzionalità per aumentare il divertimento e l’appagamento di tutti noi follower.

Instagram, ad esempio, sta elaborando un nuovo tool per consentire a tutti gli utenti di aggiungere link a siti esterni nelle Stories, anche nel caso in cui si abbiano meno di 10 mila follower.

Tik Tok a breve potrà essere usato per cercare lavoro, proprio come LinkedIn. L’azienda sta lavorando a una feature che permette il matching tra persone in cerca di una nuova – o una prima – occupazione e aziende alla ricerca di candidati per i posti vacanti.

Facebook ha deciso di sfidare Clubhouse diventando audio e lo fa con tre nuove impostazioni: le Live Audio Rooms, Soundbites e la possibilità di ascoltare podcast direttamente all’interno dell’app.

Live Audio Rooms è il nuovo servizio audio per le conversazioni. Si tratta di spazi di dialogo per le community per concentrarsi su argomenti che si hanno a cuore. I Soundbites sono clip brevi e creative per catturare “aneddoti, barzellette, momenti di ispirazione, poesie e molto altro”. Infine, sarà possibile ascoltare podcast direttamente dall’app di Facebook, sia durante l’utilizzo che in modalità background. Avendo memorizzato negli anni le nostre preferenze, il social media ci proporrà di volta in volta i podcast che possono interessarci, come fanno Netflix e Prime Video con i film e le serie tv.

E sempre Facebook ha già lanciato Neighborhoods, che al momento è attiva solo in Canada e in alcune città americane. La nuova feature punta a creare rapporti di buon vicinato e a conoscere persone con gli stessi interessi nel proprio quartiere, a scoprire posti nuovi, a dare consigli su come godersi al meglio la vita vicino casa. Facebook ci aiuterà dunque a costruire community locali o a rafforzare quelle che già hanno assunto un ruolo cruciale in questi mesi di distanziamento fisico e vita sociale ridotta.

Chissà cosa riusciranno a riservarci in futuro Zuckerberg & Co! Teniamoci pronti a tutto.

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