Lotta al Covid: il Green pass diventa obbligatorio per il lavoro pubblico e privato

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Green pass obbligatorio sul lavoro: ecco cosa prevede il nuovo decreto

Da metà ottobre bisognerà essere vaccinati, aver fatto un tampone o essere guariti dal Covid per entrare negli uffici pubblici e privati. 

Dopo settimane di dibattito, incontri con i sindacati e discussioni tra forze politiche, il Consiglio dei ministri riunitosi questo pomeriggio ha dato il via libera all’unanimità al nuovo decreto legge: il Green pass sarà obbligatorio per tutti i lavoratori.

Una scelta forte, l’Italia sarà infatti il primo paese europeo a prevedere una norma di questo tipo. 

Con questa mossa, il Governo ha quindi deciso di incrementare il più possibile le vaccinazioni. Secondo i dati di Palazzo Chigi, oggi sono 13,9 milioni i lavoratori già in possesso del Green pass, 4,1 milioni coloro che non lo hanno. 

Per quali lavoratori sarà obbligatorio il Green pass 

Il Green pass sarà richiesto a tutti i lavoratori: a chi lavora in fabbrica, in azienda, in ufficio. Ma anche ai ristoratori, ai gestori e dipendenti di palestre, piscine, conducenti e personale dei mezzi di trasporto a lunga percorrenza. Sarà obbligatorio anche per collaboratori familiari (colf, badanti, baby-sitter…), lavoratori autonomi e professionisti con partita IVA, anche nel caso offrano servizi occasionali come idraulici ed elettricisti. 

E per chi svolge attività di volontariato.

Da quando entrerà in vigore l’obbligo?

Il decreto prevede che l’obbligo di possedere il Green pass sia in vigore dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021, giorno in cui termina lo stato di emergenza. 

È stato concesso il tempo, a chi non è ancora vaccinato, di fare almeno la prima dose, mentre chi sceglierà di non farlo potrà ricorrere al tampone.

Le sanzioni per chi non rispetta le regole

Nel decreto sono previste anche delle sanzioni per i lavoratori che non rispettano le indicazioni: la sospensione dal lavoro e dello stipendio e delle multe. 

I lavoratori senza certificato saranno sospesi e non riceveranno lo stipendio. La sospensione dal lavoro scatterà già dal primo giorno nel settore privato, dopo il quinto nel pubblico. Lo stipendio verrà congelato fino a quando il dipendente non sarà in grado di esibire il Green pass e tornare alle sue mansioni.

Chi non possiede il Green pass avrà comunque il diritto a conservare il proprio rapporto di lavoro e quindi non potrà essere licenziato.

Il decreto prevede anche sanzioni da 600 a 1.500 euro sia per chi non esibirà il certificato che per chi ometterà i controlli. 

Chi dovrà effettuare i controlli?

Saranno i datori di lavoro a dover verificare il rispetto delle norme, secondo modalità da essi stessi definite entro il 15 ottobre. I controlli saranno effettuati preferibilmente all’accesso ai luoghi di lavoro e, nel caso, anche a campione. I datori di lavoro individueranno inoltre i soggetti incaricati

I costi dei tamponi

Su richiesta delle Regioni, le farmacie avranno l’obbligo di adottare prezzi calmierati per i tamponi anti Covid. Il costo sarà pari a zero per chi, per motivi di salute, non può fare il vaccino, 15 euro per i maggiorenni, 8 euro per i minorenni.

Come si ottiene il Green pass e quanto dura

Per ottenere il Green pass le modalità sono sempre tre: aver completato il ciclo vaccinale, essere guariti dopo aver contratto il Covid o un tampone con esito negativo.

Il certificato diventerà valido subito dopo la prima iniezione di vaccino ricevuta e non più dopo 15 giorni dalla somministrazione, come previsto dalla normativa previgente. 

Il pass sarà valido per 12 mesi dalla data di avvenuta vaccinazione o guarigione dall’infezione.

Obbligo anche per le istituzioni e i tribunali

L’obbligo di Green pass per accedere ai luoghi di lavoro si applica anche ai soggetti titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice. 

L’obbligo si applicherà ai tribunali: magistrati, avvocati, procuratori dello Stato e componenti delle commissioni tributarie agli uffici giudiziari. 

Validità del Green pass ottenuto tramite tampone

Nel corso dell’incontro tra Governo e Regioni, gli enti locali hanno richiesto di estendere la validità dell’esito negativo di un tampone molecolare a 72 ore (attualmente è di 48 ore).

Di conseguenza, il Green pass rilasciato sulla base di un test antigenico con esito negativo avrà una validità di 48 ore dall’esecuzione del test antigenico rapido e di 72 ore dall’esecuzione del test molecolare.

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