ISEE 2021

Come si calcola l'indicatore della situazione economica equivalente



 

L’ISEE, indicatore della situazione economica equivalente, è un’attestazione che certifica annualmente il patrimonio e il reddito delle famiglie per stabilire il loro diritto ad accedere alle prestazioni sociali e ai servizi di pubblica utilità.

Dal bonus nido agli assegni per la maternità, alle borse di studio, al reddito di cittadinanza, sono numerosissime le agevolazioni che si possono richiedere solo se si possiede questa certificazione.

Il calcolo dell’ISEE avviene sulla base della situazione economica, dei redditi e dei prodotti finanziari di tutti i soggetti che fanno parte di un nucleo familiare. Vediamo di seguito come richiedere l’ISEE e quali documenti sono necessari.

Come richiedere l’ISEE?

Il primo passo per farsi rilasciare l’ISEE è la compilazione, da parte del cittadino, della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), cioè il documento che contiene i dati anagrafici, economici e patrimoniali dell’intero nucleo familiare.

Per calcolare il valore ISEE standard, è sufficiente compilare la DSU mini. Per alcune prestazioni, invece, o nel caso di caratteristiche particolari del nucleo familiare, potrebbe essere chiesta una DSU integrale, con informazioni aggiuntive rispetto a quella mini.

Per agevolare i cittadini nel rilascio dell’ISEE, a partire dal mese di febbraio 2020 l’INPS ha predisposto la DSU precompilata, accessibile nella sezione del sito dedicata a Prestazioni e servizi, alla voce Tutti i servizi.

All’interno della DSU vengono caricati in automatico alcuni dei dati in possesso dell’INPS o dell’Agenzia delle Entrate, come il canone di locazione della casa di abitazione, i patrimoni mobiliari e immobiliari, i redditi ai fini Irpef, i trattamenti erogati dall’INPS esenti Irpef. In questo modo, una volta che il contribuente avrà confermato i dati precompilati, è difficile che si registrino omissioni o difformità.

Al cittadino rimarrà da compilare la parte relativa alla composizione del nucleo familiare, non disponibile negli archivi amministrativi.

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DSU: dove si presenta

Una volta ottenuti e raccolti tutti i documenti necessari per il modello ISEE 2021, la Dichiarazione Sostitutiva Unica può essere presentata in diverse modalità: al comune, all’ente che eroga la prestazione sociale agevolata, a un Centro di Assistenza Fiscale o all’INPS stessa (online accedendo al servizio dedicato o presso le sedi territoriali competenti).

L’INPS, una volta ricevuta la DSU, effettua i controlli incrociando i dati presenti nelle proprie banche dati e in quelle dell’Agenzia delle Entrate e, entro 10 giorni lavorativi, rilascia l’ISEE aggiornato.

Documenti necessari per la compilazione della DSU

Per compilare la DSU e poter effettuare il calcolo del modello ISEE 2021 è necessario avere a disposizione tutti i seguenti documenti:

  • codice fiscale e documenti di identità del dichiarante;
  • codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare;
  • in caso di locazione, il contratto d’affitto e la copia dell’ultimo canone versato;
  • Modello 730 o Modello Unico e Modelli CUD;
  • certificazioni o altra documentazione che attesti compensi, indennità, trattamenti previdenziali e assistenziali, redditi esenti ai fini Irpef, redditi prodotti all’estero, borse e/o assegni di studio, assegni di mantenimento per coniuge e figli;
  • dichiarazione IRAP per imprenditori agricoli.

Inoltre, è necessario presentare anche documenti che riguardano il patrimonio mobiliare e immobiliare posseduto al 31 dicembre 2019 e cioè:

  • depositi bancari o postali, libretti di deposito, titoli di stato, obbligazioni, azioni, BOT, CCT, buoni fruttiferi, fondi di investimento, forme assicurative di risparmio e qualsiasi altra forma di gestione del patrimonio mobiliare anche detenuto all’estero;
  • saldo e giacenza media di conti correnti, depositi bancari e postali, libretti postali e simili al 31/12/2019;
  • patrimonio netto che risulta dall’ultimo bilancio presentato ovvero la somma delle rimanenze finali e dei beni ammortizzabili al netto degli ammortamenti, solo per lavoratori autonomi e società;
  • certificati catastali, atti notarili di compravendita, successioni, e/o altra documentazione sul patrimonio immobiliare, anche se detenuto all’estero (fabbricati, terreni agricoli, aree edificabili);
  • atti di donazione di immobili, per le richieste di prestazioni sociosanitarie;
  • certificazione della quota capitale residua dei mutui stipulati per l’acquisto e/o la costruzione degli immobili di proprietà;
  • targa o estremi di registrazione al PRA e/o al RID di autoveicoli e motoveicoli con una cilindrata pari o superiore a 500cc, di navi e imbarcazioni da diporto, posseduti alla data di presentazione della dichiarazione.

Le persone con disabilità dovranno fornire anche la certificazione dell’handicap attestante la denominazione dell’ente che ha rilasciato il documento, il numero identificativo e la data di rilascio e le eventuali spese pagate per l’assistenza personale e/o per il ricovero presso strutture residenziali.

 

 

ISEE 2021: criteri per il calcolo

Il valore dell’ISEE rilasciato dall’INPS non corrisponde al reddito percepito, ma per calcolarlo vengono utilizzati dei parametri specifici. L’INPS, sulla base della DSU, calcola il rapporto tra l’Indicatore della Situazione Economica (ISE), cioè la somma dei redditi sulla base dell’indicatore della situazione patrimoniale mobiliare e immobiliare, e la scala di equivalenza (riportata di seguito) che permette di comparare i redditi delle famiglie con una struttura diversa, tenendo conto anche delle maggiorazioni previste.

  • In presenza di nuclei familiari con un solo componente, il valore è 1;
  • in presenza di due componenti il valore è pari a 1,57;
  • nel caso di tre componenti il valore della scala di equivalenza è 2,04;
  • per quattro componenti il valore è 2,46;
  • per cinque componenti il parametro da assumere è 2,85.

In presenza di specifiche condizioni, viene applicata anche una maggiorazione della scala di equivalenza per andare incontro a situazioni di maggiore bisogno:

  • 0,35 per ogni ulteriore componente;
  • 0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente;
  • 0,2 in caso di presenza nel nucleo di tre figli, 0,35 in caso di quattro figli, 0,5 in caso di almeno cinque figli;
  • 0,2 per nuclei familiari con figli minori, elevata a 0,3 in presenza di almeno un figlio di età inferiore a tre anni compiuti, in cui entrambi i genitori o l’unico presente abbiano svolto attività di lavoro o di impresa per almeno sei mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati. La maggiorazione si applica anche in caso di nuclei familiari composti esclusivamente da un solo genitore non lavoratore e da figli minorenni. Solo per quanto riguarda la maggiorazione, fa parte del nucleo familiare anche il genitore non convivente, non coniugato con l’altro genitore che abbia riconosciuto i figli, a meno che non ricorrano casi specifici.

Per determinare il parametro della scala di equivalenza, il componente del nucleo beneficiario di prestazioni sociosanitarie residenziali a ciclo continuativo o che si trovi in convivenza anagrafica e non sia considerato nucleo familiare a sé stante incrementa la scala di equivalenza calcolata in sua assenza di un valore pari a 1.

Si tratta di una procedura di calcolo abbastanza complessa, per questo l’INPS ha predisposto per i contribuenti un simulatore di calcolo.

Il servizio di simulazione consente ai cittadini di conoscere in tempo reale la situazione economica e di sapere se la propria condizione rispetta i requisiti richiesti per accedere alle agevolazioni riconosciute in base ai valori del modello ISEE.

Il calcolo simulato non sostituisce il modello ISEE vero e proprio, che si ottiene solo con l’attestazione rilasciata dall’INPS.

ISEE 2021: quanto dura

Il modello ISEE si presenta ogni anno. Una volta ottenuto, dura per tutto l’anno. A partire dal 2020 la scadenza dell’ISEE è fissata al 31 dicembre dell’anno di presentazione, a prescindere dalla data di rilascio.

Se si richiede a gennaio o a novembre non cambia molto: in entrambi i casi sarà valido fino al 31 dicembre del 2021.

ISEE 2021: quale periodo considerare

Con il Decreto Crescita (D.L. n. 34/2019, convertito con modificazioni in L. n. 58/2019), entrato in vigore il 30 giugno 2019, è cambiato anche il periodo di riferimento per il calcolo dell’ISEE. Il decreto ha stabilito infatti che vengano presi in considerazione i redditi percepiti e i patrimoni posseduti due anni prima rispetto all’anno in cui si richiede l’ISEE. Quindi per il calcolo del 2021 verranno presentati i documenti relativi al 2019.

 

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