La dichiarazione iva precompilata

ecco cosa cambia per le partite iva

 

Dal 1° gennaio 2021 il Fisco ha pensato di semplificare la vita a professionisti e imprese lanciando in via sperimentale la dichiarazione precompilata per le partite IVA.

La dichiarazione precompilata consente ai titolari di partita IVA di rendere automatiche le comunicazioni periodiche con l’Agenzia delle Entrate. Accedendo alla loro area personale del sito, i contribuenti troveranno tutte le informazioni riguardanti le operazioni IVA compiute dall’inizio del 2021.

Si stima che saranno circa 2,3 milioni i soggetti interessati, su un totale di 4 milioni di contribuenti.

Introdotta dal Decreto Fiscale 2019 e prevista già per luglio 2020, la dichiarazione precompilata è stata prorogata al 2021 dall’art.142 del Decreto Rilancio a causa della pandemia.

Come già accaduto per il modello 730 precompilato, anche quest’iniziativa vuole ridurre i rischi di evasione fiscale e instaurare un nuovo rapporto tra i contribuenti e il Fisco.

L’Agenzia delle Entrate si era già portata avanti col lavoro. Si spiegano, infatti, alcune delle novità già introdotte in precedenza come la fattura elettronica, il formato XML e le relative specifiche tecniche aggiornate con i nuovi codici e le nuove tipologie di documento. In questo modo l’Agenzia è agevolata nel reperimento dei dati necessari per predisporre la dichiarazione IVA precompilata.

 

 

Dichiarazione IVA precompilata: cos’è e come funziona

Le bozze precompilate dall’Agenzia delle Entrate saranno completate con i dati acquisiti dalle fatture elettroniche, le comunicazioni delle operazioni transfrontaliere e i corrispettivi telematici, oltre che con le informazioni reperibili all’Anagrafe tributaria.

I documenti saranno disponibili nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Il contribuente potrà accedere tramite SPID, Carta d’identità elettronica, Carta nazionale dei servizi o credenziali personali.

Le bozze saranno relative alle dichiarazioni mensili, cioè ai registri delle fatture emesse e degli acquisti effettuati, alle comunicazioni delle liquidazioni periodiche, ma anche alla dichiarazione IVA annuale.

Trattandosi di bozze, a fine trimestre i professionisti potranno decidere di accettare la liquidazione IVA proposta dall’Agenzia oppure di integrarla con altre informazioni a loro disposizione. L’integrazione dovrà avvenire nei 30 giorni successivi. Una volta trascorso questo tempo, la dichiarazione si riterrà approvata.

Per i titolari di partita IVA che, direttamente o tramite intermediari, convalideranno o integreranno le bozze dei registri IVA predisposte dall’Agenzia delle Entrate, verrà meno l’obbligo di tenuta degli stessi.

Fanno eccezione i registri previsti dall’articolo 18, comma 2 del DPR n. 600/1973 per le imprese minori in contabilità semplificata. Allo stesso modo, resterà l’obbligo di tenuta dei registri IVA per i soggetti che esercitano l’opzione triennale prevista dal comma 5 dello stesso articolo 18.

 

A chi è rivolta la dichiarazione IVA precompilata

A poter beneficiare di questa misura non saranno le grandi società, a cui spetta una contabilità più complessa, ma le partite IVA e le imprese di minori dimensioni (come commercianti, artigiani, professionisti, imprenditori individuali) a regime ordinario che hanno optato per la liquidazione trimestrale.

Non potranno accedere alla precompilata IVA i soggetti che non sono obbligati a utilizzare la fatturazione elettronica: le partite IVA in regime dei minimi, quelle in regime forfettario, i soggetti che erogano prestazioni sanitarie e inviano dati attraverso il Sistema Tessera Sanitaria, i soggetti che operano in particolari settori d’attività o per i quali sono previsti regimi IVA speciali (come le agenzie di viaggio o l’editoria). Saranno esclusi anche i cittadini non residenti in Italia e i contribuenti che liquidano l’IVA con periodicità mensile.

Quando si parte?

La data prevista per il debutto della precompilata IVA è marzo. Entro il 31 del mese, i primi contribuenti selezionati per la sperimentazione la troveranno nella propria area riservata e avranno tempo fino al 30 aprile per convalidarla o integrarla.

Ma tutto ciò resta solo sulla carta finché non arriverà un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate a definire le regole e le istruzioni ufficiali per l’utilizzo delle bozze. Restiamo in attesa!

  

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